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La storia

Giovedì 3 marzo 1977 alle ore 15.05 decollava dall'aeroporto San Giusto di Pisa l'Hercules C-130 "Vega 10" con a bordo 38 allievi della 1° Classe del Corso Normale dell'Accademia Navale di Livorno per un volo di ambientamento. Con loro l'Ufficiale accompagnatore Emilio Attramini e i 5 membri dell'equipaggio. Per cause ancora sconosciute, dopo pochi minuti dal decollo l'aereo si schiantava contro la propaggine montuosa  Prato a Ceragiola, sulle pendici del Monte Serra, che divide Pisa da Lucca. Non c'erano superstiti. I 38 allievi avevano un'età compresa tra i 19 e i 20 anni.

I funerali solenni avvennero il 5 marzo nel piazzale dell'Accademia Navale, alla presenza del Capo dello Stato Giovanni Leone, e a cui parteciparono circa 20.000 persone.
Furono aperte due inchieste, una civile ed una militare: la prima concludeva che, pur non potendo escludere errori di pilotaggio, l'aereo era decollato "in condizioni di inefficienza tale da giustificare, in quelle circostanze di volo a bassa quota in vicinanza di terreno collinoso, la fisionomia dell'incidente così come in effetti si è verificato". La seconda, quella militare, escludeva invece l'ipotesi dell'inefficienza del mezzo e imputava a fattore umano la causa principale del disastro, pur senza poter escludere con certezza qualche altro fattore che avesse determinato la virata a sinistra che aveva portato il velivolo a imboccare la vallata del Serra.

La procura decise di archiviare il caso.

I familiari dei 38 Cadetti e dell'Ufficiale accompagnatore si riunirono in Associazione, con lo scopo duplice di ricordare i Caduti nel tempo, e di fare il possibile affinchè altre tragedie come questa non dovessero ripetersi.

Nel settembre dello stesso anno 1977 gli Allievi del Corso, a bordo della Nave Scuola "Vespucci" sulla quale facevano la prima crociera estiva, comunicavano all’Accademia Navale dalla meta ultima della crociera, la capitale finlandese Helsinki, il nome da loro scelto per il Corso: “Invicti”, mai vinti e mai divisi, e la bandiera con stemma.

Due anni dopo, il 3 marzo 1979, sul luogo dell'incidente fu eretto un Faro-Sacrario a perenne ricordo.